La Città Metropolitana di Messina ha avviato il 10 marzo i lavori di demolizione dell’ex “Città del Ragazzo” situata nel quartiere Gravitelli, segnando così l’inizio di un ambizioso progetto di riqualificazione.
L’obiettivo di questo progetto è trasformare l’area in un moderno polo di inclusione sociale per persone con disabilità, supportando in tal modo le famiglie che affrontano situazioni di grave fragilità.
La nostra proposta progettuale per la Città del Ragazzo, per la quale ci stiamo occupando anche della Direzione dei lavori, prevede la demolizione di sei degli edifici esistenti, preservando solo la storica residenza del fondatore Padre Nino Trovato, destinata a diventare uno spazio museale, e il “Castellaccio”, che sarà restaurato per mantenere le sue peculiari caratteristiche storico-architettoniche.
L’obiettivo è quello di dare seguito agli intenti iniziali previsti per tale struttura, proseguendo nel solco della volontà del fondatore che desiderava contribuire ad una maggiore integrazione sociale.
La nuova struttura progettata da DFP Engineering in raggruppamento includerà laboratori, spazi espositivi, aree residenziali e un centro servizi, con una riduzione del 20% della superficie coperta e del 30% della volumetria rispetto all’esistente.
Nel dare forma concreta all’intero progetto sarà rivolta una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, con la creazione di spazi verdi ed aree sportive e con significativi interventi volti alla messa in sicurezza del terreno collinare. Tutte le nuove costruzioni previste nel progetto saranno realizzate con tecniche antisismiche avanzate e dotate di impianti ad alta efficienza energetica, tra cui pannelli fotovoltaici e sistemi di illuminazione a LED gestiti tramite domotica avanzata.
Questo intervento, dal valore complessivo di circa 55,6 milioni di euro, rappresenta uno degli investimenti più significativi della Città Metropolitana nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale e migliorare la qualità della vita delle persone più vulnerabili.
Durante l’intero processo di progettazione si sono svolte numerose attività di confronto tra i gruppi di progettazione e la committenza, favorendo un dialogo costante e costruttivo. Questo approccio collaborativo ha permesso di integrare al meglio le esigenze funzionali, tecniche e sociali del progetto, garantendo una pianificazione condivisa e partecipata.
Il risultato è un intervento che risponde in modo equilibrato alle necessità della comunità, con particolare attenzione all’inclusione, alla sostenibilità e alla valorizzazione del patrimonio esistente.
